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Per collaborazioni, chiarimenti e domande: christianlucadibenedetto@gmail.com
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Negli ultimi mesi la tensione tra Thailandia e Cambogia è tornata a livelli altissimi lungo il loro confine comune. Dopo una prima ondata di scontri armati a luglio 2025, culminata in decine di morti e centinaia di migliaia di sfollati, una fragile tregua mediata a livello internazionale è andata rapidamente in frantumi.
L’8 dicembre 2025 Bangkok ha confermato di aver lanciato raid aerei contro obiettivi militari cambogiani nelle zone di frontiera, sostenendo di agire per legittima difesa dopo nuovi attacchi e la morte di un soldato thailandese. Phnom Penh, al contrario, accusa la Thailandia di “aggressione” e nega di aver provocato gli scontri. Gli ultimi bilanci parlano di almeno un militare thailandese ucciso, quattro civili cambogiani morti e decine di migliaia di persone evacuate da entrambi i lati del confine.
Al centro della crisi c’è….
un mix esplosivo di vecchie ferite storiche, dispute territoriali mai risolte e interessi politici interni. Il rischio, secondo diversi osservatori, è che il conflitto resti a bassa intensità ma prolungato, con un forte impatto su civili, economie locali e stabilità dell’area ASEAN.
