Piano USA-Russia ecco i 28 punti: la vittoria di Putin che l’Ucraina non può accettare

Piano di pace USA-Russia in 28 punti: cosa prevede il documento, come ridisegna i confini e perché mette a rischio la sovranità dell’Ucraina.

Nel pieno della guerra, il nuovo piano di pace USA-Russia in 28 punti viene presentato come la grande occasione per fermare le ostilità. Ma, letti uno per uno, questi punti mostrano quanto il futuro dell’Ucraina verrebbe compresso tra interessi di USA (Trump) e Russia (Putin), con Zelensky fuori dai giochi.

Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, il documento conferma formalmente la sovranità ucraina, ma la svuota di fatto: impone limiti militari, ridefinisce i confini, reintegra Mosca nell’economia globale e affida agli Stati Uniti un ruolo di arbitro permanente del dopoguerra.

Putin Trump – credit Openverse

I 28 punti: sicurezza, economia, territorio

I punti 1-8 riguardano la sicurezza:

  • conferma della sovranità dell’Ucraina;
  • accordo di non aggressione tra Russia, Ucraina ed Europa;
  • impegno a nessuna ulteriore espansione della NATO;
  • dialogo Russia-NATO mediato dagli USA;
  • garanzie di sicurezza a Kiev;
  • limite delle forze armate ucraine a 600.000 soldati;
  • divieto costituzionale di ingresso dell’Ucraina nella NATO e impegno dell’Alleanza a non ammetterla;
  • nessuna truppa NATO in Ucraina.

I punti 10-15 e 19-20 si concentrano su economia e ricostruzione:

  • garanzia USA con compensazioni pagate dalla Russia;
  • cooperazione su gas, infrastrutture, energia;
  • reintegrazione della Russia nell’economia globale e possibile ritorno nel G8;
  • uso di asset russi congelati per investimenti e ricostruzione ucraina;
  • creazione di fondi e programmi educativi su sicurezza e minoranze;
  • gestione congiunta della centrale di Zaporizhzhia;
  • scambio di prigionieri, corpi e civili detenuti, inclusi i bambini.

Il cuore del problema: i punti territoriali

La parte più esplosiva è nei punti 21-22:

  • Crimea, Donetsk e Luhansk riconosciute come territori russi, con assenso di USA e NATO;
  • Kherson e Zaporizhzhia sotto controllo russo lungo la linea del fronte, con status da definire;
  • ritiro ucraino dalle aree di Donetsk ancora controllate da Kiev, trasformate in zona di sicurezza sotto controllo russo.

Completano il quadro elezioni ucraine entro 100 giorni, amnistia totale per tutti gli attori del conflitto e un Consiglio per la Pace guidato da Donald Trump, con potere di sanzionare chi non rispetta l’intesa.

In questo schema, l’Ucraina resta sulla carta uno Stato indipendente, ma con confini ridotti, esercito limitato, politica estera bloccata e un arbitro esterno sopra la propria testa: è così che un piano di pace può farla quasi “scomparire” come soggetto veramente sovrano.

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